Ingiusta

Il recepimento della direttiva UE viola l’articolo 5 capoverso 2 della Costituzione federale. Dal punto di vista del contenuto si allinea ampiamente all’iniziativa popolare respinta nel 2011 «Per la protezione dalla violenza perpetrata con le armi». Inoltre, rompe anche la promessa fatta dal Consiglio federale secondo la quale non ci sarebbero stati radicali inasprimenti del diritto in materia di armi a causa di Schengen. I cittadini dovrebbero poter confidare che il Parlamento emani soltanto leggi conformi allo Stato di diritto.

Liberticida

L’articolo 17 della direttiva UE contiene un automatismo che consente nuovi inasprimenti ogni cinque anni. Con il suo recepimento perderemmo quindi il diritto di possedere armi. In tal modo si distruggerebbe una delle principali barriere contro l’arbitrio e le violazioni dei diritti umani.

Inutile

L’UE giustifica la direttiva come misura contro l’attuale ondata di terrorismo islamico. Sin dal suo inizio, però, non è stato ancora commesso un solo attentato con un’arma acquisita legalmente. Persino i portavoce del PLR e del PPD, in Parlamento, hanno messo in dubbio l’utilità della nuova legge per la lotta al terrorismo. Se la Svizzera l’accettasse, ovunque si saprebbe che il nostro Paese si lascia intimidire. Ed è ovvio cosa questo significhi per le future votazioni.

Pericolosa

Con il recepimento della direttiva UE una valanga burocratica si abbatterebbe sugli uffici delle armi. I mezzi sprecati per fare un buco nell’acqua non sarebbero più disponibili per il lavoro vero e proprio della polizia. Inoltre, con l’abolizione del diritto di possedere armi sparirebbe anche il corrispondente effetto dissuasivo. La criminalità non verrebbe ostacolata bensì facilitata.

Antisvizzera

Per il fatto che a Parigi alcuni islamisti hanno provocato bagni di sangue con armi automatiche acquistate illegalmente – e di per sé già proibite nel nostro Paese – dovremmo proibirci anche i fucili d’assalto del nostro stesso esercito. Dovremmo accettare che lo sport tradizionale più diffuso del Paese sia seppellito. Imporre a centinaia di migliaia di proprietari di armi costi supplementari e limitazioni della libertà senza un qualsivoglia motivo. Impedire i tiri storici, in quanto questi si situerebbero in una zona grigia di semilegalità, perché si svolgono con armi proibite all’estero. Non possiamo accettarlo senza perdere completamente la nostra credibilità.

Per tutte queste ragioni, il comitato referendario raccomanda di votare:
NO il 19 maggio

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