Immediatamente: il diritto di detenere un’arma viene abolito


Divieto dei fucili semiautomatici, comprese le versioni civili di Fass 57 e 90 con caricatori di capacità superiore a 10 colpi (si potrebbero ottenere ancora solo con un’autorizzazione eccezionale vincolata a severe condizioni)


Divieto delle pistole semiautomatiche con caricatori di capacità superiore a 20 colpi (si potrebbero ottenere ancora solo con un’autorizzazione eccezionale vincolata a severe condizioni)


Divieto delle armi automatiche di ordinanza trasformate in semiautomatiche, indipendentemente dalla capacità del caricatore (si potrebbero ottenere ancora solo con un’autorizzazione eccezionale vincolata a severe condizioni)


Il diritto alla detenzione di armi normalmente reperibili in commercio viene abolito (oltre l’80% delle armi utilizzate per lo sport del tiro ricadono sotto tale divieto; non si può avere diritto a qualcosa di proibito)


Introduzione della clausola del bisogno (respinta dal popolo il 13 febbraio 2011)


Introduzione dell’obbligo di registrare a posteriori le armi (respinto dal popolo il 13 febbraio 2011)


 

Nel giro di dieci anni: disarmo

A partire dal 2020 l’articolo 17 della Direttiva UE sulle armi esplicherebbe i suoi effetti (de facto questo articolo è un meccanismo di inasprimento che interviene automaticamente ogni cinque anni)


Il primo «giro di inasprimenti» arriverà nel 2022 circa, quello successivo, nel 2027 circa


Molto probabilmente già nel 2022, al più tardi però nel 2027, arriveranno, fra le altre cose
– il divieto assoluto di armi semiautomatiche per i privati
– i test medico-psicologici obbligatori per tutti i detentori di armi


In meno di dieci anni tutti gli abitanti della Svizzera dovrebbero perciò consegnare allo Stato i loro fucili di assalto e le loro pistole.


I divieti di revolver, fucili a ripetizione e armi a canna basculante seguiranno


 

Il recepimento della Direttiva UE sulle armi…

ingiusto


… viola la Costituzione (violazione del principio di proporzionalità che deve guidare l’azione dello Stato secondo l’art. 5 cpv. 2 Cost)


… viola la volontà popolare (risultato della votazione del 13 febbraio 2011: nessuna clausola del bisogno, nessuna registrazione a posteriori, nessun divieto di armi «particolarmente pericolose»)


… contraddice le spiegazioni date dal Consiglio federale prima della votazione sull’Accordo di Schengen (nessuna restrizione incisiva della legge sulle armi e nessuna clausola del bisogno a causa di Schengen)


liberticida


… trasforma il diritto di detenere armi in un privilegio (la clausola del bisogno comporta un’inversione dell’onere della prova: in futuro il cittadino dovrà dimostrare allo Stato il motivo per cui è idoneo a detenere un’arma)

… indebolisce la posizione della singola persona davanti allo Stato e alle maggioranze (la detenzione individuale di un’arma equivale alla capacità individuale di difesa; una minore capacità di difesa rende più facili le violazioni dei diritti umani)

… nega che i cittadini incensurati siano in grado di ragionare e agire come persone adulte (la detenzione di armi da parte di privati diventa fondamentalmente un rischio insostenibile, accettabile soltanto in casi eccezionali motivati)


inutile


… non impedisce né gli atti terroristici né la criminalità né i suicidi


… comporta per centinaia di migliaia di detentori di armi ligi alla legge costi supplementari, dispendio
di tempo e restrizioni della libertà, e questo per niente e meno di niente


… trasmette un segnale fatale per la politica estera, ossia che per evitare (presunti) fastidi siamo disposti ad accettare anche evidenti assurdità


pericoloso


… distoglie la polizia dal suo lavoro effettivo (p. es. per gestire e controllare le clausole del bisogno di centinaia di migliaia di detentori di armi ligi alla legge)


… annienta l’effetto dissuasivo della detenzione di armi da parte di vaste fasce della popolazione (in futuro i criminali potranno presumere che in casa non ci siano armi)


antisvizzero


… porta alla tomba il nostro sport di massa con la tradizione più ricca


… fa sparire la nostra «Gun Culture» unica nel suo genere


… crea una spaccatura fra il cittadino e l’esercito di milizia


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