A Parigi alcuni terroristi islamici uccidono oltre 140 persone. Le armi usate: kalashnikov comprati illegalmente e contrabbandati per mezza Europa. A questo punto l’UE inasprisce la legislazione delle armi. Con una nuova Direttiva essenzialmente obbliga gli Stati firmatari di Schengen a proibire ai propri cittadini il possesso legale di armi da fuoco. Un tale diktat per disarmare il popolo è ingiusto, liberticida, inutile, pericoloso e antisvizzero – e a Berna lo sanno benissimo. Se però fosse per la maggioranza del Consiglio federale e del Parlamento, la Direttiva andrebbe applicata comunque. 

PS e Verdi sono felici di questo abuso di Bruxelles, perché viene incontro ai loro desideri di disarmo. Otto anni fa, il 13 febbraio 2011, la loro iniziativa «per la protezione dalla violenza perpetrata con le armi» è naufragata alle urne. Adesso non vogliono perdere l’opportunità di scavalcare il popolo e far inserire nella legge le loro pretese radicali. Dei nuovi paragrafi UE, PPD e PLR invece non vorrebbero saperne niente. Loro non si scandalizzano se i cittadini sono armati e in effetti preferirebbero lasciare la nostra legislazione delle armi così com’è. Purtroppo, continuando ad affermare che il futuro della nostra economia dipenderebbe dagli umori di Bruxelles come il futuro del topo dall’appetito del gatto, si sono fatti paura da soli. Perciò adesso sono disposti ad accettare proprio quel disarmo generale che ancora nel 2011 avevano contribuito a impedire.

Due alleati molto diversi, ma che insieme hanno deciso che la subdola Direttiva UE vada recepita sostanzialmente alla lettera. Una trasposizione che avverrebbe – cercano di rassicurarci – «nel modo più pragmatico possibile a tutela delle tradizioni svizzere in materia di tiro». «Pragmatico» sostituire il diritto svizzero con un abuso dell’UE? «Tutela delle tradizioni svizzere» ignorare i risultati delle votazioni? «Pragmatico» buttare nella discarica i principi alla base della nostra legislazione? «Tutela delle tradizioni svizzere» angariare centinaia di migliaia di onesti proprietari di armi? «Pragmatico» condurre alla tomba lo sport del tiro? «Tutela delle tradizioni svizzere» proibire al cittadino il fucile di assalto in dotazione al proprio esercito? Considerata tale abbondanza di «pragmatismo» e «tutela delle tradizioni», c’è una sola cosa da fare: un NO ben chiaro, saldamente ancorato ai nostri principi!

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